23 Settembre 2010

Mentre negli ultimi anni l’agrumicoltura ha subito una pesante crisi dovuta al taglio del prezzo di vendita al produttore,   il succo di arancia ha raggiunto una quotazione record: a 1,597 dollari per libbra sul mercato dei future di New York.
“Si tratta di una vera speculazione dovuta alle stime di produzione - sottolineano il presidente e il direttore della Coldiretti regionale, Alfredo Mulè e Giuseppe Campione-. Si raccoglierà meno in Brasile a causa della siccità e anche in Florida ci sarà un taglio produttivo a causa delle gelate.
“Così  - mentre gli agrumicoltori sono costretti a vendere i loro prodotti di grande qualità per pochi centesimi – i consumatori dovranno acquistare succhi provenienti da tutte le parti del mondo a prezzi esorbitanti.  Quel che è peggio è che non si conosce nemmeno da dove arrivano perché non c’è l’obbligo dell’indicazione della provenienza ma solo lo stabilimento in cui si confeziona”.
“La situazione  rischia di far abbandonare la produzione: in Sicilia, dal 2006 al 2009 risultano oltre 600 ettari  di aranceti in meno.  Una riduzione in linea con il dato nazionale in base al quale le piantagioni agrumicole negli ultimi dieci anni si sono ridotte del 34 per cento.
“Per questo è indispensabile incentivare il consumo degli agrumi siciliani  che hanno qualità organolettiche indispensabili per la corretta alimentazione – concludono Mulè e Campione”.

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